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Il Decreto Bersani ed i nuovi adempimenti e controlli fiscali nel mondo professionale

Dal 4 Luglio di quest’anno il mondo professionale italiano è stato scosso da una serie di novità legislative che ne stanno modificando profondamente l’assetto. Il Codice degli appalti, il Decreto Bersani ed il recente DDL sul riordino delle Professioni sono intervenuti improvvisamente nel nostro quotidiano modificando consolidati stili di vita e gestione dell’attività professionale.

Qui di seguito verranno illustrate le principali novità inerenti gli adempimenti di natura fiscale derivanti dal Decreto Bersani  e dalle recenti iniziative dell’Agenzia delle Entrate.

La Legge 4/8/2006 n° 248 che ha convertito, con talune modifiche, il Decreto Legge 4/7/2006 n° 223 meglio noto come Decreto Bersani, oltre ad avere introdotto il principio di derogabilità dei minimi tariffari (tuttora contestatati da tutti gli Ordini professionali) e della possibilità per i professionisti di effettuare pubblicità e formare Associazioni di professionisti – argomenti di cui si è abbondantemente trattato in questi mesi sui quotidiani nazionali – ha previsto tutta una serie di obblighi contabili per i liberi professionisti, che ci si propone di schematizzare ed illustrare brevemente qui di seguito.

Art. 35 comma 12 e 12 bis: Conto corrente e modalità di pagamento
Le novità introdotte dal Decreto Bersani impongono che i contribuenti esercenti arti e professioni devono tenere uno o più conti correnti bancari o postali utilizzati per la gestione dell’attività professionale. Tali conti devono essere utilizzati per compiere prelevamenti per il pagamento delle spese sostenute e far affluire obbligatoriamente i compensi riscossi nell’esercizio della professione. L’Agenzia delle Entrate con la Circolare 28/E, però, indica che tali conti non devono essere necessariamente “dedicati” all’esclusiva attività professionale, ma possono essere eventualmente utilizzati anche per operazioni personali anche se, esiste una certa ambiguità sulla necessità o meno di giustificare movimenti contabili soprattutto quando afferenti alla gestione extra-professionale.
I compensi devono essere riscossi solo mediante strumenti finanziari tracciabili e non in contanti, fatta eccezione per somme unitarie inferiori a 100 euro.
In merito a ciò, occorre evidenziare che la Finanziaria appena approvata ha stabilito che predetto limite si applichi solo a partire dal 1 luglio 2009 mentre, ad oggi e fino al 30 giugno 2008 il limite al di sotto del quale i compensi possono essere incassati in contanti è fissato a 1.000 euro.
Nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009 il limite è stabilito in 500 euro.
Gli strumenti finanziari utilizzabili per la riscossione dei compensi professionali sono individuati dall’art. 35, comma 12
- assegni bancari o postali non trasferibili;
- bonifici;
- altre modalità di pagamento bancario o postale;
- sistemi di pagamento elettronico.

Art. 37 commi 8 e 9: Elenco dei clienti e fornitori
Il professionista è obbligato a presentare all’Amministrazione finanziaria, esclusivamente per via telematica, l’elenco dei soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture (clienti) e l’elenco dei soggetti dai quali sono stati effettuati acquisti (fornitori).
Questo nuovo adempimento, ha cadenza annuale, e deve essere assolto entro il 29 aprile di ciascun anno con riferimento alle operazioni relative all’anno di imposta prevedente.
Per il solo anno 2006, in sede di compilazione dell’elenco clienti, si terrà conto esclusivamente dei soggetti titolari di partita Iva e, quindi, restano esclusi i privati, mentre a regime, a partire dal 2007, verranno inclusi indistintamente tutti i soggetti verso cui sono state emesse fatture.

Non si rilevano gli acquisti di beni e servizi esclusi dal campo di applicazione dell’IVA.
I dati che andranno riportati negli elenchi per ciascun soggetto riguardano:
- indicazione del codice fiscale/partita IVA
- Importo complessivo delle operazioni effettuate con evidenziazione
        - dell’imponibile
        - dell’imposta
        - delle operazioni non imponibili
        - delle prestazioni esenti

L’omessa presentazione degli elenchi, nonché l’invio degli stessi con dati falsi o incompleti comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa da un minimo di 258 ad un massimo di 2.065 euro (art. 11 D. Lgs. n° 471 del 1997).

Art. 37 comma 49 – Versamenti dovuti dai titolari di partita IVA
Il decreto stabilisce che a decorrere dal 1° gennaio 2007 i soggetti titolari di Partita Iva (liberi professionisti mentre per le imprese e società 1° ottobre 2006) sono obbligati ad effettuare i versamenti fiscali e previdenziali esclusivamente mediante modalità telematiche, anche servendosi di intermediari.
Pertanto i contribuenti IVA devono effettuare il versamento unitario delle imposte e dei contributi in via telematica utilizzando il modello telematico F24 on line (Fisconline o Entatel), tramite servizi di home banking  convenzionati ovvero tramite intermediari abilitati a Entratel.
Sono esclusi da tale obbligo i contribuenti non titolari di partita IVA che potranno continuare ad effettuare i versamenti con modello F24 presso gli uffici di posta e banca.

Art. 37 commi 18, 19 e 20 – Attribuzione del numero di Partita IVA
Per i neo-iscritti all’Ordine e per coloro che si apprestano ad intraprendere l’attività professionale, l’attribuzione del numero di Partita IVA risulterà più farraginoso rispetto al passato.
Difatti coloro che intraprendono l’esercizio di una professione nel territorio dello Stato, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali delle Agenzie delle Entrate o presso un ufficio provinciale dell’imposta sul valore aggiunto della medesima agenzia, redatta su un modello conforme a quello approvato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate.
A seguito della presentazione della dichiarazione di inizio attività , l’amministrazione (Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza) dovrà effettuare controlli preventivi, finalizzati ad accertare, sia pure sommariamente, la reale operatività del soggetto passivo, limitando così i rischi di frodi all’Iva. Successivamente, l’ufficio attribuisce un numero di partita IVA che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazione del domicilio fiscale fino al momento di cessazione dell’attività.
La partita IVA identifica il contribuente professionista in tutti i rapporti con l’Erario.

Tutte le norme contenute nel Decreto Bersani sono chiaramente rivolte ad una lotta all’evasione fiscale nel mondo professionale che faccia, progressivamente, recuperare una parte di tali somme a favore del gettito fiscale dello Stato. In tale ottica, però, non si riesce comprendere la logica per cui si è proceduto all’abolizione dei minimi tariffari che avrebbero potuto da un lato costituire un valido metro di paragone da parte dell’Agenzia delle Entrate, mentre dall’altro, una loro ferrea applicazione anche nel settore privato, avrebbe consentito un notevole guadagno per la categoria dei geologi e per i professionisti in genere.
Conseguenza di tale filosofia è il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2/10/2006 che in applicazione al DPR 6 giugno 2001 n° 380, prevede i termini e le modalità della comunicazione all’Anagrafe Tributaria da parte degli Uffici Comunali dei permessi di costruire ed ogni altro assenso rivolto all’attività edificatoria.

In tale documento, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 20/10/2006, si evince che gli Uffici comunali dovranno trasmettere per via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai permessi di costruire, gli interventi in deroga agli strumenti urbanistici, al completamento di opere non ultimate e alle variazioni essenziali, le dichiarazioni di inizio attività ed i certificati di agibilità. Dovranno essere indicati i soggetti beneficiari dell’attività edilizia, i direttori dei lavori, gli esecutori dei lavori e i progettisti con il fine specifico di procedere ad accertamenti fiscali per la lotta al sommerso ed all’evasione nel settore immobiliare.

         Il Segretario dell’ORGC
        Dott. Geol. Alfonso Aliperta

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